Un viaggio a Capo Verde, nell'isola di Santiago, è una esperienza unica e indimenticabile tra natura, storia e cultura
 

  Cidade Velha, centro storico di  Ribeira Grande de Santiago, é dal 2009 patrimonio dell'umanità dell'UNESCO
La storia  dell'isola di Santiago e di Capo Verde
"Hanno un nome ingannatore perché sono alquanto aride e io non vidi in esse alcunché di verde", lo scrisse  Cristoforo Colombo nel  1498, sbarcando nell'isola di Santiago, nel diario di bordo del suo terzo viaggio transoceanico verso i fiorenti mercati della nuova America,  due anni dopo vi si fermò Amerigo Vespucci, Vasco de Gama nel 1497 e Pedro Alvares Cabral vi trovò rifugio durante una tempesta  nell'aprile del 1500 nel  viaggio che poi lo portò alla scoperta del Brasile nelle terre che poi battezzò come "Porto Seguro", Ferdinando da Magellano, vi approdò nel 1522.  L'isola di Santiago fu  tappa di vari viaggi pioneristici di tentativi di circumnavigazione della terra; queste isole pur essendo state al centro dei mercati e di tanti fatti importanti della nostra storia non hanno di per se una storia ufficiale;  classificate come disabitate dai colonizzatori portoghesi tra il 1456 e il 1460, sembra che siano state da prima già  dimora di tribù arabe, del Senegal e della Guinea, altra tesi vede i cinesi già nel 1420 presenti nell'isola con  un loro esploratore di nome Zheng He, altre fonti comproverebbero  che gli arabi già citassero da tempo isole col nome di "Aulil" o "Ulil" come ricche fonti da cui  estraevano il sale, e si pensa si riferissero

all'attuale isola di Sal, infine altre fonti ancora farebbero risalire la mappatura cartografica dell'arcipelago di Capo Verde su carte di origine mussulmana a tempi ben più remoti, realmente una obiettiva  analisi storica, forse mai fatta, potrebbe far supporre che i portoghesi non è che abbiano trovato il nulla assoluto al loro arrivo, come loro registrano, ma forse un  piccolo popolo non in grado di opporsi alla loro colonizzazione, e  di cui forse è stato meglio non citarne l'esistenza, altre fonti, a conferma del "modus operandi" degli esploratori  portoghesi,  sostengono anche che al loro arrivo nell'attuale Brasile i portoghesi abbiamo incontrato culture indigene ben antiche e radicate e che le stesse siano state sterminate, senza alcun cenno o registrazione storica.  La storia dell'isola di Santiago e di Capo Verde é  oggetto di varie tesi e discussioni storiografiche,  nel contesto della colonizzazione portoghese, i piú  attribuiscono a Diogo Gomes  la scoperta dell'isola di Santiago e dell'arcipelago avvenuta nel 1456, altra tesi  attribuisce il primo avvistamento avvenuto nel 1460 ad opera di un marinaio veneziano, Alvise Cadamosto, infine la tesi  che sembra piú storicamente documentata vede il navigatore genovese Antonio de Noli, raggiungere per primo l'isola sempre nel 1460, in una spedizione finanziata dall'infante di Portogallo Enrico il Navigatore, noto finanziatore di esplorazioni della corona portoghese; infatti nel 1462, il re Alfonso V, concesse a Antonio De Noli il riconoscimento di scopritore dell'isola e il possesso dell'Isola di Santiago  (conosciuta dai navigatori anche come "Isola di Antonio")  e il 19 settembre 1462 il De noli venne nominato capitano della parte sud dell'isola, quì venne fondata la città  Ribeira Grande de Santiago (Cidade Velha), oggi patrimonio dell'umanità dell'UNESCO,  dove il De Noli si stabilì per avviare la colonizzazione delle isole. Nel 1466 ottenne l'autorizzazione per esercitare la tratta degli schiavi africani e nel 1472 venne nominato governatore delle isole di Capo Verde. Data la sua posizione geografica nelle rotte di navigazione tra Europa, Africa e l'America in breve tempo l'isola di Santiago divenne il centro principale della tratta degli schiavi prelevati dalle coste africane  e poi smistati  soprattutto verso il  Sudamerica. Il disumano mercato e tratta degli schiavi da parte dei mercanti portoghesi diede  all'isola un tempo di prosperità e crescita economica e con  la scoperta dell'America nel  1492 l'arcipelago ebbe grande importanza strategica nelle rotte dei mercati verso il nuovo continente, Capo Verde conobbe altro mezzo secolo di prosperità. È proprio tra il XVI e il XVII secolo che si ebbe forse il maggior sviluppo economico dell'arcipelago, con il fiorire dei mercati nell'America, le navi mercantili che approdavano facevano delle isole un porto ricchissimo di qualsiasi merce e fiorenti mercati. Con i cambiamenti che il mondò cominciò a subire tra il XVII e XVIII secolo Capo Verde cominciò una lenta fase di declino e abbandono, nuove rotte commerciali verso l'oriente, verso le vie delle spezie e della seta, vari problemi europei, il declino dei mercati di materie prime provenienti dall'America, l'impoverimento dello stesso territorio capoverdiano, già sfruttato da tempo senza controllo, fecero perdere potere e importanza all'arcipelago che diventò  luogo di scorribande di pirati e commercianti di schiavi che saccheggiavano le poche merci rimaste e sequestravano donne e uomini per ridurli in schiavitù e deportarli in nuove colonie. Nel secolo successivo Capo Verde ebbe di nuovo una ripresa economica, quando con l'avvento della rivoluzione industriale e lo sfruttamento del carbone, divenne di nuovo una importante tappa nelle spedizioni navali europee verso l'Africa, ma il successivo uso di nafta e petrolio, pesanti siccità e forti carestie portarono di nuovo Capo Verde al declino nei successivi decenni. La schiavitù abolita ufficialmente nel 1815 dal congresso di Vienna, ebbe purtroppo vita più lunga a Capo Verde, il Portogallo la abolì ufficialmente più tardi, nel 1859,  nell'anno 1860 a Capo Verde venne abolita la tratta degli schiavi, che solo a partire dal 1875 riuscirono a far valere i propri diritti pur rimanendo al servizio dei padroni fino al 1878, circa di un secolo dopo, nel 1975, Capo Verde ottiene l'indipendenza dal Portogallo, venne così finalmente riconosciuta la cultura creola, che era emersa nel corso  dei secoli, grazie a continue stratificazioni ed influenze culturali praticamente di tutto il mondo al tempo conosciuto. L'arcipelago fu sempre in quel triangolo delle vicende storiche tra Europa, Africa e America, ne subì sempre  le conseguenze nel suo alternarsi di benessere economico e pesanti disfatte. Capo Verde diventa così una repubblica di ricca cultura e storia, testimoniata ancora oggi nell'antica città di Ribeira Grande de Santiago, patrimonio mondiale dell'umanità dell'UNESCO. La piccola repubblica, con la sua ridotta popolazione, con una storia lunga e tormentata è oggi un angolo di paradiso dal clima tropicale, con un popolo orgoglioso della sua cultura  e storia, che ne ricorda le atrocità  inflitte dal  mondo allora ritenuto "civilizzato", che continua a parlare la lingua creola degli antichi schiavi, nonostante nessuno l'abbia mai riportata in un dizionario o studiata, che nella vita semplice dai ritmi lenti e pacati,  e di certo non esente da problemi e serie difficoltà,  riesce a vivere felice e con dignità.

link utili: Wikipédia - date storiche

Ribeira Grande de Santiago (Cidade Velha), capo verde Cidade Velha e il Forte de São Felipe Pelourinho, cidade velha, santiago, capo verde
rua de Banana, cidade velha, santiago, capo verde nossa senhora, cidade velha, santiago, capo verde
convento de sao francisco, cidade velha, santiago, capo verde Dalla prima in alto a sinistra alcune foto significative di Cidade Velha e della storia dell'Isola di Santiago, una vista panoramica e strategica dall'altezza del Forte di São Felipe, i potenti cannoni del Forte che da ogni direzione proteggevano la roccaforte e i fiorenti e disumani mercati di schiavi, poi un simbolo terribile e intatto nella piazza di Cidade Velha il "Pelourinho" un obelisco dove venivano esposti e puniti gli schiavi disobbedienti; posizionato al centro della piazza per mostrare la crudeltà e dare monito a tutti a gli altri, una vista di "Rua De Banana" con la tipica architettura in muri  in pietra e tetti in paglia, una delle vie più antiche del continente africano, una vista del centro della cittadina di Cidade Velha, e una bella chiesetta con vista sul mare dedicata a "Nossa senhora de Beauraing", infine una vista del convento di São Francisco costruito tra il 1555 e il 1693. Nel 2009 l'UNESCO ha voluto riconoscere tutto questo patrimonio mondiale dell'umanità, chiaramente non solo per la sua architettura e monumenti, ma anche per il suo patrimonio storico e culturale, che deve farci riflettere sulla condizione umana e sulla dignità dell'uomo, non farci dimenticare le atrocità inflitte dall'uomo su altri uomini sempre in nome del denaro e del potere.

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Mappa arcipelago di Capo Verde






Isola di Santiago (São Tiago )

      





Isola di Santiago: Superficie: 991 kmq
Coste: 201 km
Lunghezza massima  115 km
Larghezza massima   72 km
Distanza da Sal    210 km
Altitudine massima: 1392 m (Pico da Antonia)


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